Dolomiti

Le più belle 6 vie ferrate delle Dolomiti

Una via ferrata è un insieme di strutture e attrezzature realizzate artificialmente su una parete rocciosa per facilitarne la salita in sicurezza in un percorso escursionistico/alpinistico. Tale azione, senza la presenza e l’utilizzo delle strutture artificiali, necessiterebbe, per la progressione, della conoscenza e dell’impiego di tecniche di arrampicata in cordata con attrezzature individuali alpinistiche o corpo libero.

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Abbiamo raccolto in questa breve guida le 5 vie ferrate più suggestive delle Dolomiti. Itinerari ricchi di storia con panorami stupendi. Queste vie spiccano all’interno del panorama di vie ferrate italiane per bellezza e interesse paesaggistico. Tuttavia ci sono molti altri itinerari che meritano attenzione. Il sito Ferrate365.it raccoglie oltre 380 relazioni e offre approfondimenti per tutte le vie in questione

La Ferrata alla Marmolada

La storica ferrata della Cresta Ovest venne tracciata dall’allora guida originaria di Sottoguda, Vincenzo Fersuoch. Tale itinerario giunge sulla guglia più alta della Marmolada, Punta Penia che dai suoi 3342 Metri domina tutte le cime Dolomitiche attraverso un esposto spigolo che parte da Forcella Marmolada e con un dislivello di circa 450 metri, porta all’agognato rifugetto di vetta. Rifugio affascinante, piccolo ed essenziale, uno degli ultimi nidi d’aquila, un vero Rifugio.

La Ferrata delle Bocchette nel Brenta

Il Sentiero delle Bocchette è un sentiero attrezzato situato nel gruppo delle Dolomiti di Brenta, ed è forse la più famosa via in alta quota di tutte le Dolomiti. Si estende attraverso le cenge, tipiche delle Dolomiti di Brenta, per oltre 10 ore di cammino, per un totale di circa 800 metri dislivello in salita. Offre la possibilità a tutti gli appassionati con un minimo di esperienza di godere dello spettacolo delle montagne del gruppo del Brenta ad un’altezza superiore ai 2500 metri. La bellezza dell’escursione è sicuramente da cercare nel grandioso panorama e nel paesaggio in cui si è immersi mentre la ferrata in sè è un pò deludente e monotona. Può essere necessario attrezzarsi con ramponi e piccozza vista la probabilità di trovare tratti ghiacciati. Il tragitto qui descritto è ovviamente possibile percorrerlo anche in senso contrario cioè dal rifugio Alimonta al rifugio Brentei. Questa via è certamente una delle più famose vie in alta quota su roccia delle Dolomiti. Un grandioso itinerario che offre in un contesto severo dei panorami magnifici. Lungo la via ferrata delle Bocchette Dolomiti di Brenta indimenticabili sia verso sud che verso  ovest (Adamello e Presanella).

La ferrata al Catinaccio dAntermoia

La via ferrata al Catinaccio di Antermoia che collega i rifugi del Vaiolet con il Rifugio Antermoia e dal Passo principe risale il fianco occidentale del Catinaccio di  Antermoia  (Kesselkogel, m3004) per poi scenderne la cresta orientale in Valle d’Antermoia dopo una aerea traversata della  stretta cima.

Questa ferrata, insieme alla Santner, costituisce una autentica nave scuola. Possiamo definirla tale, in quanto possiede tutte le caratteristiche che rendono una via ferrata bella e remunerativa: non presenta difficoltà estreme, si svolge in un ambiente spettacolare e suggestivo ,offre dei tratti di arrampicata divertente e sicura, percorre spettacolari e panoramiche cenge, giunge in vetta ad una montagna che, per la quota e la posizione, rappresenta un balcone dalla vista eccezionale. Il periodo consigliato è da fine Giugno ad Ottobre, preferire giornate limpide per godere dello stupendo panorama dalla vetta mentre è da evitare in caso di maltempo per il forte pericolo di fulmini e, data la quota, per l’elevata probabilità, anche in Luglio e Agosto, di neve e ghiaccio.

La ferrata degli Alleghesi al Civetta

La via ferrata degli Alleghesi è un itinerario impegnativo e di lunga durata che porta sulla cima del Monte Civetta, a 3 220 metri d’altezza. È considerata una delle vie ferrate più belle delle Dolomiti, se non altro per gli stupendi paesaggi che essa offre. Dalla cima, lo sguardo spazia dall’Adamello al Triglav in Slovenia.

L’attacco della ferrata è posto a 2 350 metri di altezza e fin dai primi passaggi si intuisce il carattere della via, ben attrezzata ovunque, molto frequentata e con una visuale che mano a mano che si procede ricompensa lo sforzo fatto aprendosi infine in cima a 360° (Moiazza, Marmolada, Tofane, Pelmo le principali). Data la considerevole lunghezza della via (3 h circa con un grado medio di allenamento; 900 metri di dislivello dall’attacco) è consigliabile affrontarla solo con ottime condizioni meteorologiche nonché con il dovuto livello di preparazione fisica. Le difficoltà tecniche sono molto ridotte e i tratti non attrezzati possono essere superati agevolmente anche dai neofiti. Il panorama offerto da questa vetta è davvero come pochi altri nelle Dolomiti.

La ferrata al Monte Paterno

La via ferrata De Luca-Innerkofler è una via attrezzata per raggiungere la cima del monte Paterno 2 746 m s.l.m., nelle Dolomiti del parco naturale Tre Cime. La via ferrata può essere intrapresa dal rifugio Auronzo (2.320 m), dove ci si può arrivare in autobus di linea o in macchina su strada a pagamento (30 €). Dal rifugio, posto proprio sotto le Tre Cime di Lavaredo (lato sud) si segue il sentiero 101, che porta alla Forcella Lavaredo o Paternsattel (2.454 m), passando per il rifugio Lavaredo (2.343 m). Dalla forcella esistono due vie per raggiungere il rifugio Locatelli (2.405 m): una prima prosegue sempre su una larga mulattiera, una seconda prosegue su stretto sentiero, che rimanendo sempre in quota, taglia il canalone che scende dalla Croda Passaporto. (In realtà dalla forcella Lavaredo, parte anche una terza via che passando per vecchi sentieri militari che attraversano la Croda Passaporto, arriva alla base della forcella dei Camosci). Dalla forcella Lavaredo, si giunge quindi al rifugio Locatelli, impiegando 1 ora e mezza circa dalla partenza.

Dal rifugio si prende per il “sentiero De Luca-Innerkofler”, che passa accanto alla rinomata “Salsiccia” o Frankfurter, un curioso monolite e incontra le prime gallerie (con alcune feritoie), fino ad arrivare alla “Galleria Paterno”, dove è assolutamente necessario avere una torcia per procedere. La galleria Paterno è una galleria che supera un certo dislivello, con l’aiuto di numerosi irti scalini. Usciti dalla galleria (40 minuti dal rifugio Locatelli) si trova subito l’attacco alla via ferrata vera e propria.